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Roma : E/O, 2011
Abstract: Un giorno, durante una mostra di maschere, Beethoven rientra nella vita di Eric-Emmanuel Schmitt. Lo scrittore ricorda che un tempo, durante l'adolescenza, ne era appassionato. Perché Beethoven si è allontanato? Perché l'uomo di oggi non prova più quelle emozioni, quel romanticismo, quelle tempeste interiori, quella gioia? Chi è scomparso, Beethoven o noi? E chi è l'assassino? Al breve saggio fa seguito un racconto, Kiki van Beethoven, la storia di una radiosa sessantenne che, grazie alla musica, riuscirà a cambiare la propria vita e quella delle sue tre amiche. Una favola sulla giovinezza perduta e sui segreti sepolti.
30 giugno 2022 alle 06:05
Un saggio un po' autobiografico e un po' filosofico e soprattutto una descrizione della grande passione dell'autore per Beethoven. A partire da una frase pronunciata dalla sua insegnante di pianoforte (che è poi diventata il titolo del libro), Schmitt fa assaggiare i pezzi che sono stati più significativi nelle varie fasi della sua vita e lo fa "dal vivo" dato che durante la lettura è possibile ascoltare le melodie grazie al CD incluso nel libro. Le parole descrittive di Schmitt permettono di assaporare ogni pezzo trasformando la musica in immagini: gli strumenti prendono vita e dialogano tra loro in modo armonioso o in forte contrasto, ogni volta esprimendo diverse emozioni. La musica di Beethoven manifesta la fiducia che il grande compositore aveva nell'uomo e nella vita, nonostante le difficoltà che ha dovuto superare, che viene riassunta magistralmente nell'Inno alla gioia.
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