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Ragione e sentimento / Jane Austen
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Austen, Jane

Ragione e sentimento / Jane Austen

Milano : Rizzoli, 1997

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Sono partita a leggere questo libro con aspettative non basse, più che basse. Ero quasi sicura che mi avrebbe delusa, perché il mio primo approccio con Jane Austen era stato deludente (sarò strana io, ma “Orgoglio e pregiudizio” non mi è proprio piaciuto), e invece “Ragione e sentimento” mi è piaciuto davvero tanto. Mi ha tenuta con il fiato sospeso, mi ha fatto provare tante emozioni positive e negative verso i personaggi, e durante la lettura le teorie su come sarebbe stata la fine erano sempre in aumento.
Non è prevedibile, non è statico, non è ripetitivo. I personaggi sono diversi e riconoscibili e sono tanti. Si viene inseriti nella piccola comunità delle sorelle Dashwood, di cui vediamo due punti di vista molto diversi.
In particolare ci si concentra su Elinor, riflessiva, altruista e paziente, durante le sue attività in società e con l’altro sesso. Dall’altra parte c’è Marianne, impetuosa e abbastanza egocentrica, che si lascia travolgere dalle emozioni, fino ad annichilirsi.
La verità sta nel mezzo? A parer mio non è questo il messaggio del libro. Servono sia la ragione che il sentimento in una relazione sana e questo è rappresentato da solo una delle sorelle, non dall’insieme delle due

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